Intelligenza artificiale e viaggi nel futuro
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Intelligenza artificiale e viaggi del futuro

Superare la crisi del turismo grazie all’intelligenza artificiale

Questo è il periodo di crisi più lungo che abbia colpito tutto il mondo e logicamente anche il campo del turismo negli ultimi anni.

La crisi del turismo e i progetti per ripartire

Se seguite questo blog sarete sicuramente degli amanti del viaggio come me, per questo motivo ci possiamo consolare sognando un futuro roseo, grazie all’intelligenza artificiale.

Ebbene sì, perché il turismo ha intrapreso una nuova strada verso il futuro, tramite umanoidi negli hotel e aeroporti, smartphone con le sue nuovissime App.

Questa pandemia ha fatto alzare l’asticella, chiedendo agli operatori del settore di fare dei passi in avanti in un tempo brevissimo, una trasformazione vissuta in pochi mesi ma che normalmente avrebbe richiesto diversi anni.

Per ripartire dopo il Covid-19, il settore ha inquadrato due tecnologie, i Big Data e l’intelligenza artificiale.

I Big Data

I dati, le previsioni e le abitudini pre-pandemia risultano essere totalmente inutili, per questo motivo bisogna affidarsi allo studio di nuove informazioni per prevedere l’evoluzione del mercato così da realizzare nuove strategie.

Sia la Spagna che l’Italia stanno progettando delle piattaforme online, in cui verranno raccolti dati, informazioni e documenti utili agli operatori del settore, per creare strategie.

La piattaforma Italiana prende il nome di Isnart – Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche di Unioncamere.

Strumento che aiuta le imprese a capire l’andamento grazie ai Big Data, così da trovare informazioni e organizzare l’obiettivo da raggiungere per implementare il business, affrontando questa futura nuova normalità, trovando un punto d’incontro tra la domanda e l’offerta.

Secondo una ricerca Travelport, il 70% dei manager del settore del turismo pagherebbe per avere queste informazioni, e i dati aggiornati dei clienti.

Applicazioni innovative

L’intelligenza artificiale

Già negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale iniziava la sua scalata, ma dopo la pandemia sarà il punto principale dal quale ripartire per continuare ad avanzare verso nuove frontiere.

Per definire l’intelligenza artificiale bisogna citare il motto del padre fondatore, il matematico e scienziato Alan Turing.

Una macchina è intelligente quando è in grado di far credere a un uomo di essere umana

Questa è una definizione che risale alla metà del 1900 ma che esprime perfettamente la realtà tecnologica dei giorni nostri.

In parole povere, si definiscono tutte quelle funzionalità che rendono un dispositivo o un software capace di effettuare azioni su ciò che normalmente è distintivo dell’intelligenza umana.

Come ad esempio il ragionamento, l’apprendimento, la comprensione di un testo o di un’immagine oltre a tante altre funzioni.

L’intelligenza artificiale è stata utilizzata inizialmente da piattaforme come Booking.com, proponendo esperienze di viaggio sempre più adatte alle esigenze dell’utente, studiando le ricerche precedenti e le disponibilità economiche.

I Chatbot

Anche i Chatbot fanno parte della categoria “intelligenza artificiale”. Si tratta di sistemi automatici, che comprendono il linguaggio umano, lo valutano e lo contestualizzano per garantire un dialogo rilevante.

Risultano di estrema utilità in questo momento soprattutto nell’ottimizzazione della relazione azienda/cliente, in particolare nel settore del turismo, fornendo un servizio di prenotazione e di Customer service sempre più veloce ed efficiente.

 

Robot Umanoidi

I robot umanoidi, iniziano ad apparire un po’ in ogni parte del mondo, utilizzati all’interno di hotel, musei, ristoranti e aeroporti.

Alcuni con funzioni basilari e ancor troppo robotiche e altri invece che si potrebbero definire quasi umani non solo per l’aspetto ma per ciò che riescono a fare e trasmettere.

Ai musei Smithsonian di Washington, un robot va incontro ai visitatori facendo dei selfie con loro e rispondendo alle domande che gli vengono poste. Il suo nome è Pepper e riesce a comprendere i sentimenti umani di chi si relaziona con lui reagendo di conseguenza.

A Singapore invece, lo stesso tipo di robot prende il nome di Mika. Mika, oltre a gestire le richieste dei clienti dalla cena ai vari tour della città, ha addirittura la capacità di rilevare parametri relativi alla salute degli ospiti ed alla loro permanenza nel luogo.

Incredibile ma vero, anche in Italia abbiamo già un robot in un hotel di Peschiera del Garda, programmato in modo da poter interagire con i clienti di ogni nazionalità.

Al Cosmopolitan di Las Vegas c’è Rose, lì pronta ad assistere gli ospiti, indirizzandoli nei migliori ristoranti in base ai loro gusti.

La nazione pioniera, per quanto riguarda i robot è senza ombra di dubbio il Giappone, nello specifico Tokio, dove dal 2015 l’Henn-na Hotel è gestito da quasi 200 macchine intelligenti, che ricoprono ogni mansione, dal fattorino all’addetto alle fotocopie dei passaporti.

In Cina ad Hangzhou, l’albergo FlyZoo – una struttura con 290 camere – è quasi interamente gestito da robot, dalla reception al ristorante. Secondo i proprietari, l’hotel risulta essere molto più efficiente di prima, anche se un fattore importante è il costo per soggiornare, 350 euro a notte.

Robot

App innovative e collaborazioni smart con Amazon e Google

La famosa catena alberghiera Best Western nel 2019, ha lanciato una collaborazione con Amazon, grazie alle funzioni di Alexa, per esempio, prenotando a voce l’hotel senza passare da altri intermediari.

Expedia, la famosa agenzia di viaggi online, si era affidata in precedenza ad Alexa per poi passare a Google in modo da aiutare i viaggiatori in cerca di Hotel, voli o noleggio auto.

Nuove applicazioni interessanti sono gli assistenti virtuali all’interno degli alberghi, dove poter ordinare la colazione, il taxi o il ristorante tramite codici Q, fornendo in questo modo informazioni dettagliate all’utente, a seconda delle ricerche fatte da lui in precedenza.

Alcune persone chiamano questa intelligenza artificiale, ma la realtà è che questa tecnologia ci migliorerà. Quindi, invece dell’intelligenza artificiale, penso che aumenteremo la nostra intelligenza.

 

Spero come sempre che questo articolo abbia attirato la vostra curiosità, vi abbia fatto viaggiare anche se per pochi minuti nel luminoso futuro del turismo.

 

 

 

 


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